
Gesù ha appena parlato di Sé stesso come del “Figlio dell'uomo” nel quale “Dio è stato glorificato” (Cfr. Gv 13,31)... e questa frase espressa al passato non va intesa come se questa “glorificazione”* di Dio in Gesù fosse costituita dai “segni”* compiuti dal Figlio dell'uomo nel corso della sua vita pubblica.
In realtà, tale glorificazione è costituita dalla sua morte in croce, nella quale si inserisce la Realtà trascendente della Risurrezione... e Gesù considera questa morte come “compiuta” fin dall'uscita di Giuda dalla comunità dei discepoli (Cfr. Gv 13,30).
E' dunque sulla croce che Dio è stato glorificato in lui … e a questa glorificazione, attuata dal Figlio, corrisponde subito quella attuata dal Padre.
Da parte sua, infatti, anche Dio lo glorificherà, riprendendoLo con Sé nella gloria che il Verbo* ha già sin dall'Eternità (cfr. Gv 17,5.22.24).
Segue: Gv 13,33
* Vedi nel Glossario le voci:
“Gloria”
“Glorificazione”
“Segno”
“Verbo”

Si tratta, invece, di un aspetto di questa sua gloria che viene attivato dalla Pasqua di resurrezione, grazie alla quale i credenti possono essere partecipi della Vita* di Dio.
Questa reciproca glorificazione del Padre e del Figlio... che scaturisce dall'evento della croce... ottiene ai credenti il dono della Vita divina e, con essa, la salvezza eterna.
Segue: Gv 13,33
* Vedi nel Glossario le voci:
“Vita”
“Vita eterna”
** Vedi la voce “La Preesistenza di Cristo” nella pagina “Sentiero panoramico”