
Meschinamente chiuso in se stesso, il mondo... che qui è presentato come fosse un'entità personale... ama soltanto coloro che gli appartengono.
Viceversa lo stesso mondo odia coloro che prima ne facevano parte... ma poi ne sono usciti e sono passati dalla morte interiore alla vita grazie all'ascolto della Parola di Gesù, Il quale viene “dall'alto” e quindi “non è di questo mondo” (cfr Gv 8,23).
Questo è ciò che hanno fatto i discepoli, ai quali Gesù dice infatti “non siete del mondo”... aggiungendo poi che è proprio “per questo (che) il mondo vi odia”… perché evidentemente loro hanno smesso di subirne l'illusorio ascendente e, al pari del loro Maestro, dovranno adesso fronteggiarne la reazione (Cfr. Gv 15,20).
Segue: Gv 15,20

Questo è ciò che potenzialmente può fare qualunque altro essere umano che, come hanno fatto loro, vuole accogliere la Parola divina e, conseguentemente, si sottrae ai tentacoli del mondo.
L'accentuato dualismo “discepoli-mondo” che viene qui messo in evidenza, non sta a significare che essi debbano estranearsi dal mondo, quanto invece che devono portarvi la loro testimonianza di fede in Cristo, onde consentire ad altri di compiere il loro stesso percorso “dal basso... all'alto” (Cfr. Gv 3,3).
Lo stesso principio vale evidentemente in ogni tempo, anche per i cristiani delle generazioni successive.