Gv 1,19-20

Giovanni Battista
(Olio su tela, Caravaggio)
« Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: "Tu, chi sei?".
Egli confessò e non negò.  Confessò: "Io non sono il Cristo". »


Ecco iniziare la “testimonianza di Giovanni” di fronte agli incaricati che i Giudei*, cioè le autorità religiose del popolo ebraico, hanno inviato da Gerusalemme.
L'evangelista precisa che si tratta dei sacerdoti, ovvero gli addetti al culto venuti per interrogarlo ... e dei leviti, ovvero coloro che all'interno del Tempio svolgono anche la funzione di polizia e che dunque, all'occorrenza, potrebbero arrestarlo.
Fin da subito si delinea dunque la fondamentale contrapposizione Luce-tenebre che costituisce uno dei fili conduttori di questo Vangelo:
Da un lato l'Eterno Padre ha inviato Giovanni Battista per risvegliare negli esseri umani la consapevolezza dell’esistenza della luce (Gv 1,7) del Verbo divino... e per ridestare in loro l'aspirazione alla pienezza di quella vita spirituale che le tenebre vorrebbero invece “anestetizzare”.
Dall'altro lato le stesse tenebre, rappresentate simbolicamente dai Giudei detentori del potere religioso, reagiscono inviando dei loro incaricati per soffocare questa testimonianza del Battista.
La brutalità della domanda che gli viene rivolta Tu chi sei? è rivelatrice di quanto la luce divina che lui sta risvegliando sia fastidiosamente insopportabile per quanti vorrebbero restare nell'oscurità dello “status quo”... com'è il caso di quei difensori della tradizione che non sono per nulla disposti ad accettare una qualsiasi novità che possa incrinare il loro consolidato potere religioso.
Dunque... ben sapendo qual'era in realtà l'oggetto di quell'inchiesta, Giovanni non risponde dicendo chi era lui... bensì chiarendo subito ciò che interessava a coloro che lo stavano interrogando: Io non sono il Cristo.
Il Battista esclude dunque di essere quel Messia che... si credeva in Israele... alla Sua venuta avrebbe deposto l’intera gerarchia religiosa, corrotta e compromessa con il potere politico. 



P.S. - Abbiamo così assistito al primo “atto” di un confronto che l'evangelista, nel corso dell'intero Vangelo, narrerà modellandolo su uno schema “processuale”:
Adesso è il testimone Giovanni Battista che è chiamato a rispondere all'interrogatorio della “commissione di inchiesta” inviata dal Sinedrio di Gerusalemme, mentre in seguito... come vedremo... sarà direttamente Gesù a dover fronteggiare gli “interrogatori” attraverso i quali i suoi contemporanei manifesteranno verso di Lui un'opposizione che si protrarrà per tutta la sua vita.

*(Vedi il termine "Giudei" nel Glossario)

Segue: Gv 1,21-22