Questo celebre episodio, presente anche nella tradizione Sinottica (Mt 14,22-23; Mc 6,45-52), si inserisce in modo apparentemente strano in questo 6° capitolo nel quale... dopo il miracolo della “moltiplicazione dei pani” (Gv 6,1-15)... la continuazione più “naturale” potrebbe sembrare quella del discorso di Gesù in quanto “pane della vita” (6,35). Questa “stranezza” cessa di essere tale se si osserva il racconto di Gesù “che camminava sul mare” non come un fatto prodigioso volto a salvare i discepoli, bensì... ancor di più... come una “epifania” della sua divina sovranità, manifestata dalla frase che questa edizione biblica traduce “Sono io” (Gv 6,20) … ma che Gv scrive in greco Egō eimi... cioè “Io sono”*.




