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Gesù e Abramo (Gv 8,31-59)

Entriamo adesso nella seconda parte dell'8° capitolo, che si svolge con un costante riferimento alla figura di Abramo.
Gli interlocutori di Gesù... che sono dei discendenti del Patriarca... dopo averGli inizialmente creduto (Gv 8,31) cominciano ben presto a contraddirLo diventando in men che non si dica suoi oppositori e manifestando una veemenza via via crescente... fino a giungere al punto di volerLo lapidare (Gv 8,58)

Gv 8,31-32

« Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: "Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli;
conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".»


Riferendosi al "passo in avanti" compiuto da quanti passano da un iniziale “credere”... al “rimanere nella sua parola”... Gesù indica a quei Giudei che gli avevano creduto l'indispensabile progresso che è loro richiesto... se vogliono essere per davvero suoi discepoli distinguendosi così da coloro che “tornarono indietro e non andarono più con lui” (Gv 6,66).

Gv 8,33

« Gli risposero: Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: "Diventerete liberi"?

Questi Giudei... che pur essendo costretti a subire il peso politico dell'oppressione romana si sentono interiormente liberi... con fierezza rispondono a Gesù “Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno”.

Gv 8,34

« Gesù rispose loro: "In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.»

Esordendo con la formula “In verità, in verità”... che denota il carattere di rivelazione delle parole che sta per pronunciare... Gesù si rivolge ai suoi interlocutori spiegando loro il reale significato della libertà... e della schiavitù.

Gv 8,35-36

« Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre.
Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.»


Per indicare l'essenza dell'autentica libertà, quella che fa ascendere l'esistenza dell'essere umano al piano della salvezza, Gesù si esprime qui in forma di parabola.

Gv 8,37

« So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.»

Per i Giudei che Lo stanno ascoltando, un principio di fondamentale importanza è costituito dal fatto che loro sono discendenti di Abramo... e proprio su questa discendenza si fonda la loro certezza di essere salvati.

Gv 8,38

« Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!".»

Gesù svolge la sua missione terrena in attuazione della volontà di Colui che Lo ha inviato, annunciando al mondo “quello che ho visto presso il Padre”... e, così facendo, Lui onora in tutto e per tutto la sua realtà di Figlio divino.

Gv 8,39

« Gli risposero: "Il padre nostro è Abramo". Disse loro Gesù: "Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo.»

Avendo compreso che Gesù sta attribuendo loro una paternità diversa da quella abramitica, i Giudei che Lo stanno ascoltando reagiscono difendendo la loro discendenza dal grande Patriarca, e Gli dicono: “Il padre nostro è Abramo”.

Gv 8,40-41

« Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto.
Voi fate le opere del padre vostro". Gli risposero allora:
"Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo Padre: Dio!".»


Dopo aver smentito la convinzione illusoria “cullata” dai Giudei che Lo stanno ascoltando, ovvero che la loro discendenza etnica da Abramo sia di per sé sufficiente per la loro salvezza, Gesù li mette di fronte alla realtà che dà dimostrazione di come loro non siano più "figli" del Patriarca: “Voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio”.

Gv 8,42

« Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.»

Al tentativo dei suoi interlocutori di legittimarsi come buoni Giudei, fedeli all'Alleanza stipulata dall'Eterno Padre con Israele, Gesù contrappone il principio che... se fosse per davvero così... allora dovrebbero amare Lui.

Gv 8,43

« Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola.»

Di fronte all'ostinazione con la quale i Giudei che si trovano di fronte a Lui stanno opponendo resistenza alla Luce della sua rivelazione divina... Gesù pone loro la questione “Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio?”.

Gv 8,44

« Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna.»

I Giudei che stanno ascoltando Gesù sono incapaci di accogliere la sua parola, perché essi, di fatto, sono diventati “adepti” del “nemico della verità” (cf. 18,37).
Per questo Gesù dice loro: Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro.

Gv 8,45

« A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.»

Poiché gli interlocutori di Gesù hanno dimostrato di dare ascolto al “padre della menzogna” (Gv 8,44), ne sono di fatto diventati suoi “figli” in un'accezione semitica del termine... ovvero nel senso di una “figliolanza” spirituale... e avendo scelto di asservire colui che è “menzognero”, loro non possono “credere” alla verità espressa da Gesù.

Gv 8,46

« Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? »

A questo punto, Gesù si rivolge ai suoi interlocutori Giudei dicendo: Chi di voi può dimostrare che ho peccato?
A prima vista... questa sua domanda potrebbe essere intesa come se Lui stesse qui ribadendo ciò che aveva affermato in precedenza... quando aveva parlato di Sé stesso dicendo che l'Inviato di Dio “è veritiero e in lui non c'è ingiustizia” (Gv 7,18)... e così si era riferito al fatto che in Lui non c'è il “peccato” inteso in un senso morale.

Gv 8,47

« Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio".»

Di fronte alle parole di Dio che Gesù sta pronunciando... i suoi ascoltatori sono costretti a rivelare ciò che sono.
Mentre “Chi è da Dio” accoglie il messaggio dell'Inviato di Dio... coloro che “non sono da Dio” non ascoltano la verità da Lui portata.

Gv 8.48

« Gli risposero i Giudei: "Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?".»

I Giudei, che Gesù ha appena trattato da “figli del diavolo” dicendo loro “non siete da Dio” (Gv 8,47)... replicano stizziti definendolo un Samaritano e un indemoniato.

Gv 8,49

« Rispose Gesù: "Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me.»

L'accusa che i Giudei hanno appena indirizzato a Gesù (cfr.8,48) è riferita al fatto che Lui attribuisce a Sé stesso una dignità divina che loro non Gli riconoscono e che per conseguenza essi interpretano come una bestemmia demoniaca che offende l'onore di Dio.

Gv 8,50

« Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica.»

Queste parole di Gesù... “Io non cerco la mia gloria”... possono essere comprese mettendo a fuoco il concetto della sua “Glorificazione”*, tipico di questo Vangelo:
La gloria di Gesù non è cercata da Lui bensì ricevuta dal Padre e... come vedremo... questa gloria Gesù la mostrerà pienamente sulla croce, ovvero proprio dove gli uomini si illuderanno di averLo umiliato, mentre Dio... proprio lì... Lo “esalterà” (cfr.Gv 12,31).

Gv 8,51

« In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno".»

Con la solennità resa dalla formula “In verità, in verità io vi dico”, Gesù fa qui una proclamazione riconducibile al concetto che i teologi denominano “Escatologia attuale”* (tipico di questo Vangelo) e dice: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno.

Gv 8,52-53

« Gli dissero allora i Giudei: "Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: 'Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno'.
Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?".»

Di fronte a delle parole che sembrano per loro assurde, visto che le intendono esteriormente, come se Gesù stesse parlando a loro di una interminabile vita terrena (Gv 8,51)... i Giudei Gli dicono: sappiamo che sei indemoniato.
Ai loro occhi... soltanto un pazzo posseduto dal demonio può contraddire la legge naturale della morte fisica, che attende ineluttabilmente ogni essere umano.