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I discepoli e il mondo (Gv 15,18-27)

Come già abbiamo anticipato durante la presentazione della prima parte di questo 15° capitolo [Cfr. lettura di “La vite vera (Gv 15,1-17)”], il discorso di Gesù... che fin qui ha avuto per oggetto l'interno della comunità dei credenti... si rivolge adesso verso ciò che essi sono chiamati a fare all'esterno, nei confronti del “mondo”.
Se, dopo aver accolto la Parola del Maestro, i discepoli rimangono fedelmente nel suo amore (Cfr. Gv 15,9-10)... allora essi costituiscono i tralci innestàti nella “vite-Gesù”, diventando così una sua espressione.
Pertanto... quando i discepoli verranno perseguitati a causa della loro fede, sarà Gesù stesso ad essere perseguitato in loro... e quando la loro parola sarà ascoltata, sarà la parola stessa di Gesù che produrrà frutto (Cfr. Gv 15,20).

Segue: Gv 15,18

Gv 15,18

« Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.»

Con un repentino cambiamento di tono... dopo aver parlato ai discepoli dell'amore che sono chiamati a scambiarsi vicendevolmente, Gesù adesso prospetta loro l'odio che il mondo manifesterà nei loro confronti.
Infatti Lui dice ai discepoli “sappiate che (il mondo) prima di voi ha odiato me”, preavvisandoli che anch'essi andranno incontro all'ostilità manifestata da quanti "non sono da Dio" (Cfr. Gv 8,47).

Gv 15,19

« Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.»

Meschinamente chiuso in se stesso, il mondo... che qui è presentato come fosse un'entità personale... ama soltanto coloro che gli appartengono.
Viceversa lo stesso mondo odia coloro che prima ne facevano parte... ma poi ne sono usciti e sono passati dalla morte interiore alla vita grazie all'ascolto della Parola di Gesù, Il quale viene “dall'alto” e quindi “non è di questo mondo” (cfr Gv 8,23).

Gv 15,20

« Ricordatevi della parola che io vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.»

Già in precedenza, nell'episodio della lavanda dei piedi, Gesù aveva nominato ai suoi discepoli la massima proverbiale “Un servo non è più grande del suo padrone” (Gv 13,16)...  per esortarli al servizio d'amore nei confronti del prossimo sull'esempio che Lui stesso, in quanto Maestro, stava dando a loro.

Gv 15,21

« Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.»

Gesù dice adesso ai discepoli che è a causa del suo nome che loro saranno odiati e perseguitati.
L'espressione “a causa del mio nome” va qui intesa nel senso che i suoi discepoli saranno osteggiati da quanti non riconosceranno in Gesù l'Inviato di Dio, e quindi disconosceranno anche la verità della Parola della quale i suoi discepoli si faranno strumento.

Gv 15,22

« Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.»

A differenza del tempo precedente l'incarnazione del Logos divino in Gesù... quando la non-conoscenza di Dio da parte degli esseri umani era riconducibile ad una loro “naturale” ignoranza... dopo la venuta del Figlio sulla terra, questa non-conoscenza diventa una colpa per gli appartenenti al mondo, i quali usano la propria umana libertà per rimanere “sordi” alle sue divine parole.

Gv 15,23-24

« Chi odia me, odia anche il Padre mio.
Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio.»


Le opere fatte da Gesù... e che nessun altro ha mai compiuto… attestano la sua provenienza divina con una clamorosa evidenza, che però è negata da quanti hanno guardato queste opere senza vederle per ciò che in realtà esse sono e così, dice Gesù: “hanno odiato me e il Padre mio”.

Gv 15,25

« Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.»

Il fatto che il “mondo”* reagisca con ostilità all'operato suo e dei suoi discepoli... viene qui ricondotto da Gesù ad un annuncio presente nella Scrittura: “Mi hanno odiato senza ragione”.
Si tratta di un riferimento alle parole del salmista “Sono più numerosi dei capelli del mio capo quelli che mi odiano senza ragione” (Sal 69,5), le quali sono inserite in un brano che mostra le sofferenze del "giusto" e condanna i suoi persecutori... ed è perciò interpretato in senso messianico anche nei sinottici. (Cfr. Sal 69,23; Mt 27,34; Lc 23,36; Mc 15,36).

Gv 15,26

« Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me;»

Subito dopo aver citato la Scrittura in quanto preannunciatrice dell'odio riversato dal mondo nei suoi confronti, Gesù prospetta ai discepoli il sopraggiungere del Paràclito.
Questo è il terzo annuncio del dono del Paràclito e... a differenza dei due casi precedenti nei quali Gesù aveva detto “io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito” (Gv 14,16), e poi anche “il Padre manderà (lo Spirito Santo) nel mio nome” (Gv 14,26)… qui Egli dice che sarà Lui stesso, quando si troverà dal Padre, ad inviarLo.

Gv 15,27

« e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.»

Nominando anche i discepoli, Gesù unisce la loro testimonianza a quella del Paràclito, il quale li ispirerà ad esprimere su Cristo la “verità” (Cfr. Gv 15,26), che contraddirà la falsità del “mondo” che Lo odia.