Visualizzazione post con etichetta Capitolo 18 (12-27) Gesù davanti ad Anna e Caifa. I rinnegamenti di Pietro.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Capitolo 18 (12-27) Gesù davanti ad Anna e Caifa. I rinnegamenti di Pietro.. Mostra tutti i post

Gv 18,12-13

« Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono
e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno.»


A differenza dei Sinottici, per i quali Gesù è legato soltanto dopo il giudizio del Sinedrio (Cfr. Mc 15,1; Mt 27,2), in questo racconto di Gv il Cristo è trattato come un delinquente comune che, al momento della cattura, deve essere immediatamente legato.

Gv 18,14

« Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: "È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo".»

Parlando di Caifa come di colui che già aveva detto ai membri del Sinedrio È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo” (Cfr. Gv 11,50), l'evangelista non solo ricorda che nei confronti di Gesù la sentenza di morte è già stata pronunciata (Gv 11,53), ma richiama anche il significato divino di questa morte che, come Caifa ha inconsapevolmente profetizzato, andrà a vantaggio della “nazione” (Gv 11,52)… e farà anche “riunire i figli di Dio che erano dispersi” (Gv 11,53).

Segue: Gv 18,15-16

Gv 18,15-16

« Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;
Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro.»


Con l'intento di vedere di persona a cosa Gesù stia per andare incontro, Simon Pietro Lo segue ed entra nel cortile del sommo sacerdote.
Ciò gli è possibile grazie ad un altro discepolo che viene tradizionalmente identificato con “il discepolo che Gesù amava”* protagonista di questo Vangelo, ma che... in realtà... Gv non ha definito come tale.

Gv 18,17

« E la giovane portinaia disse a Pietro: “Non sei anche tu uno dei discepoli di quest'uomo?". Egli rispose: "Non lo sono".»

Nella narrazione dei tre rinnegamenti di Pietro, i racconti degli evangelisti rivelano alcune diversità, a partire dal fatto che nei sinottici il primo di questi rinnegamenti avviene dopo l'interrogatorio di Gesù, e non prima... come ci racconta invece Gv.
In generale, il racconto del quarto evangelista si caratterizza poi per una maggiore dovizia di particolari... che fa pensare a lui come ad un testimone oculare, che assiste personalmente agli avvenimenti.

Gv 18,18

« Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.»

Per raccontare questa scena, ambientata attorno ad un fuoco che mitiga il freddo di quella notte primaverile, l'evangelista scrive che Pietro stava con loro... facendo così riecheggiare il precedente passaggio in cui aveva scritto che Giuda “era con loro” (Gv 18,5).

Gv 18,19

« Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento.»

L'evangelista ci dice adesso che l'interrogatorio del sommo sacerdote nei confronti di Gesù verte su due fondamentali argomenti: i suoi discepoli e il suo insegnamento.
L'espressione suoi discepoli designa in questo Vangelo tutte le persone che credono a Gesù... il cui numero crescente desta la preoccupazione delle autorità giudaiche, allarmate di fronte al rischio che il prosperare di quella che ai loro occhi appare come una nuova “setta”, intacchi il loro potere religioso (Cfr. Gv 11,48; Gv 12,19).

Gv 18,20-21

« Gesù gli rispose: "Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto.
Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto".»


Essendosi ormai concluso il tempo in cui Gesù ha parlato in pubblico nella sinagoga (Gv 6,59) e nel tempio (Gv 7,14.28; Gv 8,20), luoghi dove tutti i Giudei si riuniscono...  Lui adesso non risponde al sommo sacerdote che Lo ha interrogato riguardo “ai suoi discepoli e al suo insegnamento” (Gv 18,19).

Gv 18,22

« Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: "Così rispondi al sommo sacerdote?".»

Nei Sinottici, gli evangelisti narrano la scena dei maltrattamenti inflitti a Gesù evidenziando come i membri del Sinedrio e i guardiani colpiscano Gesù deridendone il ruolo di profeta (Cfr. Mc 14,65)... per esempio sfidandoLo ad indovinare, pur se bendato, chi l'avesse colpito (Cfr Lc 22,63-64).
La stessa scena è invece descritta da Gv in modo più sobrio, e lo schiaffo con il quale una delle guardie colpisce Gesù è un richiamo a non mancare di rispetto alla più alta autorità religiosa giudaica. Per questo la guardia Gli dice: “Così rispondi al sommo sacerdote?”.

Segue: Gv 18,23-34

Gv 18,23-24

« Gli rispose Gesù: "Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?".
Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.»


Mentre nella tradizione sinottica Gesù riceve lo schiaffo e rimane in silenzio, replicando l'atteggiamento dell'isaiano “Servo del Signore” (Is 53,7)... in questo Vangelo Lui continua ad adempiere alla sua missione di divino Rivelatore anche durante la Passione, ribadendo la sua dignità divina (Cfr. Gv 18,37) e riaffermando di essere dalla parte della giustizia...  come accade in questo frangente, nel quale dice alla guardia che Lo ha colpito: “se ho parlato bene, perché mi percuoti?”.

Gv 18,25

« Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: "Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?". Egli lo negò e disse: "Non lo sono".»

Così come già gli era stato chiesto da parte della “giovane portinaia” (Cfr. Gv 18,17), anche le persone che insieme a Simon Pietro si stanno scaldando intorno al fuoco, gli chiedono: “sei anche tu uno dei suoi discepoli?”.

Gv 18,26-27

« Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: "Non ti ho forse visto con lui nel giardino?".
Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.»


Per la terza volta Pietro si trova a dover rispondere ad un interrogativo riguardo alla sua presenza tra i discepoli di Gesù nel giardino... e per la terza volta lui risponde con un diniego, dopodiché un gallo cantò.