Gv 1,26

« Giovanni rispose loro: "Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, »

In modo sbrigativo Giovanni risponde a "quelli che erano stati inviati" (Gv 1,24) da Gerusalemme "Io battezzo nell'acqua", per poi spostare subito l'attenzione su "uno che voi non conoscete"...
Lo scopo del battesimo da lui celebrato è proprio quello di preparare la venuta di questa “figura” che è sconosciuta a coloro che lo stanno interrogando e... per il momento... anche a lui.
Infatti il Battista, pur se viene presentato da Gv come il “testimone” posto al culmine dell'attesa di Israele, si trova ancora in una “zona d'ombra”... che verrà “illuminata” l'indomani, grazie alla rivelazione divina (Gv 1,29-34) di cui l'evangelista sta per parlarci.

Segue: Gv 1,27

P.S. - Una parentesi si rende qui necessaria per comprendere quale fosse il significato del battesimo di Giovanni nel contesto in cui veniva celebrato.
Nella cultura ebraica dell'epoca esisteva il simbolismo dell'acqua purificatrice che, secondo le prescrizioni della Legge mosaica, veniva usata per le abluzioni rituali che precedevano o seguivano determinati atti.
Un caso particolare era quello degli Esseni, per i quali i bagni purificatori avevano un'importanza equiparabile ai sacrifici del Tempio e, praticati giornalmente dagli iniziati, erano intesi come un mezzo di purificazione interiore e di conversione... in funzione di quella purificazione definitiva che avrebbe avuto luogo in concomitanza con la venuta di una figura messianica.
Rispetto ai bagni purificatori dell'Essenismo, il battesimo celebrato da Giovanni si differenziava in alcuni fondamentali aspetti, tra i quali:
Veniva amministrato una volta sola (e non invece ripetuto quotidianamente)...
era celebrato dal “battezzatore” (e non autonomamente dalla persona che si purificava)...
ed era accessibile all’intero popolo d’Israele (invece di essere ristretto ai soli iniziati).
Poi... il battesimo di Giovanni comportava la confessione dei peccati, a significare l'avvenuta conversione del peccatore a Dio... nell'attesa che giungesse “egli (che) vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Mt 3,11).
Inoltre, un'altra particolarità del battesimo di Giovanni era quella di essere celebrato esclusivamente nelle acque del Giordano.
Come stiamo per vedere, Giovanni battezzava infatti a “Betània, al di là del Giordano” (Gv 1,28)... cioè in una località che alcuni studiosi identificano in “Bet-Abara”, che significa “luogo del passaggio”, a ricordare il passaggio del Giordano avvenuto alla fine dell'Esodo (Gs 3)...
Questa allusione biblica fa emergere con chiarezza il significato del battesimo di penitenza celebrato da Giovanni: preparare il popolo di Dio a “passare” nella “Terra promessa”... che in quel momento la Terra di Israele non era più... ma che la venuta del Messia avrebbe reso nuovamente tale.

Segue: Gv 1,27