Gv 3,19

« E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.»

Come abbiamo visto nei precedenti versetti, Dio “non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare (giudicare) il mondo” (Gv 3,17)… ma comunque, a causa della Sua presenza, il giudizio è già presente e - dice adesso Gesù - il giudizio è questo :
Riferendosi a quanto è fino ad allora avvenuto, Lui constata che gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce ... da intendere qui sia come la luce del Verbo disincarnato che sin dall'alba dei tempi è la “vita” (Cfr. Gv 1,4) in questa dimensione... sia come la luce del Verbo che si è rivelata nella Scrittura di Israele... sia come la luce che è venuta nel mondo nella forma del Verbo “che si fece carne” (Gv 1,14) in Gesù*.  
Pur se, evidentemente, in passato c'è stato anche chi questa luce l'ha accolta... nel versetto in cui ci troviamo le parole di Cristo si riferiscono unicamente a coloro che hanno preferito le tenebre, com'è dimostrato dal fatto che le loro opere erano malvagie.

Segue: Gv 3,20

* Cfr. approfondimento su Gv 3,18 in relazione al concetto “Cristo-Vita

Vedi nel glossario le voci:
 "Giudizio"
"Escatologia attuale"**
"Logos" (Verbo)
"Luce"
"Vita"
"Vita eterna"

P.S. - Ciò che Gesù afferma in questo passaggio del Vangelo (Gv 3,18-19) si inserisce in quell'alveo concettuale definito dagli studiosi “escatologia attuale”,** richiamato anche in numerosi altri versetti (cfr.per es. Gv 5,24, Gv 8,51).
Questa concezione teologica si contrappone all'idea di un “giudizio finale” in concomitanza con la “resurrezione dei morti alla fine dei tempi”.