Il "segno" del Tempio (Gv 2,13-25)

Il fatto narrato in questo brano compare in tutti i Vangeli ma... a differenza dei Sinottici, che lo collocano nelle fasi immediatamente precedenti alla Passione di Gesù... Gv lo pone in questa fase iniziale del Suo ministero pubblico, mettendolo in stretta relazione con l'episodio delle “Nozze di Cana”.     
Entrambi i fatti si riferiscono all'inizio dell’autorivelazione di Gesù, e il racconto dell'evangelista mette in evidenza il contrasto esistente tra gli avvenimenti svoltisi a Cana, in Galilea... e quelli accaduti a Gerusalemme, in Giudea:
A Cana Gesù opera infatti nel contesto gioioso di una festa di nozze per Lui priva di pericoli... mentre a Gerusalemme l'ambiente trasuda ostilità, e Lui deve affrontare un primo “interrogatorio” da parte dei Giudei.
In modo assai diverso dai Sinottici, che raccontano lungamente il ministero di Gesù in Galilea, la narrazione di Gv si interessa principalmente della Sua predicazione a Gerusalemme, all'epoca delle feste.
Questa caratteristica del quarto Vangelo è assai significativa anche da un punto di vista storico, perché il fatto che Gv parli nel suo racconto di tre Pasque (Gv.2,13 - Gv.6,4 – Gv.13,1) costituisce una informazione molto importante per la determinazione della durata cronologica del ministero pubblico di Gesù, nonché per l'inserimento della Sua passione nell'anno 30* dell'era cristiana.

Segue: Gv 2,13

* Post collegato (nel mio blog "Diario di un monaco"): 9 aprile dell'anno 30 d.C.

Nota storica:
Gli avvenimenti della vita di Gesù sono narrati dagli evangelisti in funzione delle loro intenzioni teologiche, rispetto alle quali lo svolgimento cronologico dei fatti ha un'importanza minore, al punto che... talvolta... sul piano storico emergono delle incongruenze tra i quattro Vangeli.
Riguardo a questo argomento, un episodio che è oggetto di discussione tra gli studiosi è proprio quello della “purificazione del Tempio”, in riferimento al quale, per fare un esempio, il noto esegeta R.Schnackenburg osserva che : “Restano ancora forti divergenze circa la questione se, storicamente, debba darsi la preferenza alla presentazione giovannea, oppure a quella sinottica. Non pochi studiosi cattolici, ed anche alcuni protestanti, danno la preferenza al racconto giovanneo; il che appare conseguente, in quanto oggi la maggior parte degli esegeti nella questione della data della morte di Gesù (il 14 o il 15 Nisan) preferiscono seguire piuttosto il quarto evangelista”.
(R.Schnackenburg, Il Vangelo di Giovanni, parte I, Brescia Paideia 1974, pag.509)

Segue: Gv 2,13