Gv 1,15

Giovanni Battista
(olio su tela di Nicolas Régnier - particolare)
« Giovanni gli dà testimonianza e proclama: "Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me".»

Tornando a parlare di Giovanni Battista che... gli dà testimonianza [al “Verbo che si fece carne”(Gv 1,14)] ... l'evangelista si esprime appositamente al presente (gli dà).
In questo modo, Gv vuole dirci che il Battista non è soltanto un testimone che ha parlato in un momento “archiviato” nella storia passata, ma è invece colui che proclama una testimonianza che resta attuale anche per le  generazioni successive alla sua.
Riguardo a questa figura del Battista... che è l'unico essere umano nominato in questo Prologo... anche la tradizione sinottica definisce Giovanni il più grande “fra i nati da donna”(Mt 11,11), ed è proprio per evitare che tale grandezza sia fraintesa, che l'evangelista riporta qui le parole con le quali lui, che è "il testimone", afferma di essere subordinato a Colui che viene dopo di me e che tra poco riconosceremo essere Gesù Cristo (Gv 1,17)
L'evangelista aveva già parlato in precedenza della missione di Giovanni in quanto testimone della “luce” (Gv 1,6-8) divina del Verbo disincarnato, diffuso ovunque nel cosmo...
Adesso lui ci parla invece della missione del Battista quale testimone del Verbo incarnato, e dunque lo chiama in causa per suffragare l'affermazione dei discepoli che hanno dichiarato di aver “contemplato la sua gloria (del Verbo) come del figlio unigenito che viene dal Padre” (Gv 1,14).
Per affermare la superiorità del Verbo rispetto a sé stesso, Giovanni ne parla come di colui che viene dopo di me che è  avanti a me (o meglio al di sopra di me, come dovrebbe essere più correttamente tradotto il vocabolo greco “émprosthen”).
Questa superiorità deriva dal fatto che colui che viene dopo Giovanni, in realtà lo precede, e dunque lo supera in dignità perché... dice il Battista...  era prima di me, cioè era quel Verbo che in principio "era presso Dio" (Gv 1,1).
Giovanni Battista... che non è lui stesso la luce ma è stato “mandato” (Gv 1,6) da Dio per “dare testimonianza alla “luce” (Gv 1,7)... compie dunque la sua missione profetica avvertendo gli Israeliti, ed il mondo intero, che quest'uomo “tra noi” (Gv 1,14) è precisamente l'incarnazione di quel Verbo-Logos di cui si è parlato fin dall'inizio di questo Prologo.
Infine... si può osservare che la frase era di lui che io dissi fa riferimento ad un episodio (Gv 1,27-30) che l'evangelista narra nel corso della cosiddetta “settimana inaugurale” del ministero pubblico di Gesù e nel quale, dunque, ci addentreremo tra non molto.

Segue: Gv 1,16