Gv 2,22

« Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. »

L'evangelista qui scrive che i suoi discepoli si ricordarono in un secondo tempo... ovvero quando (Gesù) fu poi risuscitato dai morti... che Lui aveva detto questo, e ciò sta a significare che la piena comprensione di quanto Gesù aveva detto e fatto, fu accessibile per i discepoli soltanto dopo la morte e la risurrezione del loro Maestro.
Pur se, diversamente dai Giudei, essi avevano capito che Gesù stava dando attuazione al rinnovamento del Giudaismo con uno “zelo che lo divorerà” (Gv 2,17; cfr. Sal 69,10)... solo la luce della Pasqua avrebbe consentito ai discepoli di avere piena intelligenza di quell'episodio della purificazione del Tempio, e quindi di credere alla Scrittura (anche al Salmo 69, compreso in un senso pasquale)... nonché alla parola detta da Gesù.


P.S. - Giunti a questo punto, osservando nel suo insieme questo episodio del “segno del Tempio” (Gv 2,13-22), possiamo rilevare come quello che nei Sinottici è l'ultimo atto pubblico della vita di Gesù... nel Quarto Vangelo è invece il primo, e costituisce l'avvenimento chiave, che rende palese la Sua missione di purificazione del Giudaismo mediante la trasformazione del culto a Dio.
A differenza di Marco, Matteo e Luca... per i quali “la cacciata dei mercanti dal Tempio” è la ragione dell'arresto di Gesù... per Gv questo è l'episodio che fa di Lui una figura pubblica conosciuta e discussa in tutta la nazione.
In questo Vangelo... come vedremo... l'arresto di Gesù sarà invece motivato da un fatto straordinario raccontato soltanto da Gv : la resurrezione dell'amico Lazzaro (Gv 11,1-54).

Segue: Gv 2,23-25