Gv 3,10

« Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro d'Israele e non conosci queste cose? »

Questo rimprovero che Gesù muove a Nicodèmo è riferito al fatto che lui, in quanto maestro d'Israele, era un esperto conoscitore della Scrittura... e dunque avrebbe dovuto conoscere queste cose ... cioè avrebbe dovuto mettere a frutto i passi che parlano dell'opera dello Spirito Santo nei tempi messianici, per comprendere quanto Gesù gli stava dicendo.
Per riuscirci, avrebbe però dovuto recepire i vari “segnali” che Gesù gli aveva dato... e che erano volti a fargli riconoscere come di fronte a lui ci fosse il Messia.
Per esempio, Gesù aveva parlato al “voi” (Gv 3,7) proprio per far capire a Nicodèmo quanto Lui si trovasse su ben altro piano rispetto agli esseri umani... come lasciava peraltro intendere anche l'autorevolezza della formula solenne “In verità, in verità io ti dico” (Gv 3,3.5) che, come stiamo per vedere, verrà ulteriormente ribadita nel prossimo versetto, per la terza e definitiva volta.

Segue: Gv 3,11