Gv 4,50

« Gesù gli risponde: "Va', tuo figlio vive". Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.»

Con autorità Gesù gli risponde: Va', tuo figlio vive, perché Lui non ha bisogno di “andare” da quel giovane per guarirlo.
A dover “scendere” dal figlio è invece il funzionario che, significativamente, Gv per la prima volta qui chiama quell'uomo... alludendo simbolicamente al fatto che lui ha dovuto prima recuperare la sua umanità “spogliandosi” dal ruolo pubblico di funzionario del re... per poter accedere al nuovo piano di fede che la risposta di Gesù gli ha indicato.
Lui si trova ora nella condizione di dover porre la sua fiducia nella parola di Colui che gli sta dicendo Va', tuo figlio vive... e che sta dunque affermando il Suo potere di dare la vita a distanza, senza neanche bisogno di recarsi fisicamente nel luogo in cui si trova il figlio ammalato.
Quell'uomo... scrive l'evangelista... credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino... incamminandosi così sulla via della fede superiore al “credere” dei Galilei, che si era dimostrato vincolato alla visione di “segni e prodigi” (Gv. 4,48).

Segue: Gv 4,51

“Tuo Figlio vive”...
L'espressione di Gesù... che anziché rispondere alla richiesta del funzionario dicendo “tuo figlio è guarito”, afferma invece “tuo figlio vive”... può essere compresa tenendo conto del concetto biblico di “malattia”, la quale era intesa come l'avvisaglia della morte che comincia già a stendere la sua mano sull'essere umano che ne è colpito.
In questa prospettiva la guarigione è dunque considerata la vittoria della vita sulla morte e... a partire da questo concetto biblico... il significato del brano in cui ci troviamo può essere colto alla luce dei significati custoditi nel tipico tema giovanneo della “vita”, di cui Gv ha iniziato a parlarci sin dal prologo (Cfr. Gv 1,4) e che, dopo essere stato più volte richiamato nel corso dei precedenti capitoli, trova in questo “secondo segno” (Cfr. Gv 4,54) una particolare sottolineatura.
Infatti dopo che, sempre a Cana, si era verificato “l'inizio dei segni” (Gv 2,11)... mediante la trasformazione dell'acqua in vino quale simbolo della Nuova Alleanza stipulata da Dio con il Suo popolo... questo “secondo segno”, costituito dal figlio del funzionario che grazie a Gesù “vive”, porta in sé un chiaro messaggio:
La “vita” fisica (bios) che questo ragazzo ha miracolosamente ricevuto, simboleggia la “vita eterna” (zōē) che Gesù è venuto a comunicare all'umanità con la Sua parola.
Affinché questo dono divino possa però essere ricevuto, occorre compiere il decisivo passaggio dalla fede basata sui segni (Cfr. 4,48), alla fede nella divina Parola di Gesù, portatrice di Vita... come infatti ha saputo fare questo funzionario regio:
Credendo a questa Parola, Quell'uomo (Gv 4,50) l'ha fatta abitare dentro di sé, e dunque è lui che l'ha portata verso suo figlio permettendogli di beneficiarne.
Si tratta, evidentemente, di un esempio di fede che “parla” ai lettori del Vangelo, nonché a tutti i cristiani delle generazioni successive i quali, vivendo successivamente alla “parentesi” dell'esistenza terrena di Gesù, si trovano anch'essi nella condizione di credere non sulla base dei segni connaturati alla Sua presenza fisica... bensì basandosi sulla Sua Parola.
In questo senso, la “traiettoria interiore” del funzionario reale funge da modello per qualsiasi credente che... al di là dell'eventuale visione di “segni e prodigi”... è poi chiamato a compiere il passo fondamentale: quello di accogliere con fede la Parola di Cristo, ricevendo così la Vita in essa custodita.
In questa prospettiva, la vita fisica ridonata da Cristo nella guarigione, diventa per il credente il “segno” dell'imperitura e dunque ben più importante Vita divina che può essere ricevuta ponendo la propria fiducia in Lui.
Questo concetto... che ritroveremo anche in seguito per esempio nell'episodio della piscina di Bethesda (Gv 5,1-47), o nella risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-54)... è di fatto il tema dominante dell'intero Vangelo (Gv 20,31).

* (Vedi il termine "Vita" nel Glossario )