Gv 1,34

« E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio". »

Replicando l'affermazione “l'io ho visto” (Gv 1,32) con la quale, all'inizio di questa sua decisiva testimonianza, il Battista ha fatto riferimento al battesimo di Gesù... ora Lo definisce il Figlio di Dio, secondo questa comune traduzione... o “l'eletto di Dio”, secondo altre edizioni bibliche che per esempio fanno riferimento al codice sinaitico.
In effetti il Battista avrebbe potuto dire Figlio di Dio intendendo questo titolo nel tradizionale senso messianico, cioè come una filiazione divina del Messia in quanto re d'Israele, incaricato da Jhwh e Suo rappresentante...
Però, è anche vero che l'espressione “l'eletto di Dio” appare essere ancora più congrua, in quanto direttamente collegata al “servo del Signore” che Isaia definisce “il mio eletto di cui mi compiaccio” (Is 42,1) … e vicina alle analoghe espressioni sinottiche “l'amato” (Mc.1,11; Mt.3,17)  e “l'eletto” (Lc. 9,35).  
Al di là di ciò, un aspetto che caratterizza questo testo di Gv è il fatto che... mentre nella tradizione sinottica è una “voce dal cielo” a proclamare “Questi è il Figlio mio, l'amato” (Mt 3,17; cfr.Mc 1,11), “l'eletto” (Lc 9,35)… qui la proclamazione è fatta da un essere umano: il Battista.
Questa differenza lascia intendere un messaggio “tra le righe”: seguendo l'esempio di Giovanni... ovvero accogliendo con fede la rivelazione divina... si può esserne interiormente trasformati passando dall' “io non lo conoscevo (il Cristo)” (Gv 1,31) alla piena testimonianza della Sua Realtà divina, giungendo così a poter parlare la stessa lingua della “voce dal cielo”.

Segue: Gv 1,35-37