« Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.»In questo Vangelo, Tommaso è una figura di primaria importanza, il cui nome viene ripetuto per sette volte (simbolicamente il numero sette sta ad indicare “totalità”, “completezza”) e in tre occasioni… compreso il versetto nel quale ci troviamo… tale nome è accompagnato dal termine Dìdimo.
Il vocabolo greco dydimos, che significa “gemello”, traduce la parola aramaica teoma e dunque, rilevano alcuni esegeti, Tommaso non sarebbe in realtà il nome proprio bensì l'appellativo del discepolo, il cui vero nome, secondo alcune tradizioni, sarebbe invece Giuda… com’è infatti riscontrabile nel Vangelo copto di Giovanni apostolo, un testo apocrifo nel quale viene chiamato Giuda Tommaso.
Segue: Gv 20,25
P.S. - Annotando l'assenza di Tommaso, l’evangelista permette ai lettori del suo Vangelo di immedesimarsi a loro volta nella situazione che tale discepolo sta per vivere:
Questo Vangelo viene infatti scritto alla fine del I sec. d.C., ovvero in un'epoca nella quale i cristiani si trovano… come si era trovato Tommaso... nella condizione di dover fare un atto di fede non “assistito” dall'esperienza diretta.