Gesù dai Samaritani (Gv 4,1-42)

Dopo averci narrato l'incontro con Nicodèmo (Gv 3,1-21), nobile esponente del Giudaismo ufficiale, ora l'evangelista ci presenta l'incontro di Gesù con una donna che fa parte della comunità dei Samaritani, stanziati nella regione centrale della Palestina.
Non a caso si tratta di un episodio che... collocandosi dopo la superficiale fede nei miracoli di Gesù inizialmente manifestata dagli abitanti di Gerusalemme (Gv 2,23-25)… dopo l’incomprensione palesata dal nobile giudeo Nicodèmo (Gv 3,1-12)… e dopo l'ostile sospettosità mostrata dai Farisei (4,1-3)... fa risaltare, per contrasto, la fede dei Samaritani... cioè proprio di coloro che i Giudei disprezzavano come eretici, perché praticanti una forma eterodossa di Giudaismo.
Ad accentuare la straordinarietà di questo fatto, contribuisce la protagonista dell'episodio:
Si tratta infatti di una donna che, in quanto tale, all'epoca era socialmente subordinata all'uomo e dunque discriminata... ma non solo...
La donna in questione fa parte di un popolo che era considerato, oltre che eretico, anche semi-pagano... perché mescolato con gli invasori assiri entrati nella regione con l'esercito di Sargon II nel 721 a.C.. 
Nonostante tutto ciò... è proprio lei a dare ai suoi concittadini una testimonianza (Gv 4,39) del suo incontro con Gesù, grazie alla quale gli abitanti di Sicar giungono a dire “noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo” (Gv 4,42).

Segue: Gv 4,1-2